Implantologia

Implantologia dentale

Per implantologia dentale si intende quell’insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente ed esteticamente un paziente affetto da perdita dei denti totale o parziale. La tecnica prevede l’utilizzo di impianti dentali inseriti chirurgicamente nell’osso mandibolare o mascellare sotto la gengiva. Tali impianti sono poi utilizzati poi per la connessione di protesi, fisse o mobili, permettendo quindi la restituzione della funzione masticatoria.
Gli impianti possono essere di diverse forme, inseriti in diverse sedi con tecniche differenti e poi connessi alle protesi con diverse tempistiche.
Il materiale più utilizzato per la produzione di impianti è il titanio, materiale biocompatibile che non comporta reazioni da parte dell’organismo.
Gli impianti, posizionati nell’osso del paziente, vengono inglobati in esso da complessi meccanismi biologici che portano alla osteointegrazione sia in caso di carico differito e sia in caso di carico immediato.
Gli impianti possono sostituire un dente singolo (corona su impianto), un gruppo di denti ravvicinati (ponte su impianti), un’intera arcata dentaria, oppure possono servire a stabilizzare una protesi totale superiore o inferiore (overdenture).

Tecnica chirurgica

Si crea una sede nell’osso del paziente (in corrispondenza del nuovo dente da sostituire o da immettere ex novo), attraverso una serie di frese ossee calibrate, per inserire successivamente un impianto dentale endo-osseo.
Attualmente, gli impianti più utilizzati hanno superfici trattate con varie tecnologie, per favorire il migliore controllo di tutti i parametri ed il più alto grado di predicibilità del successo implantare.
In genere il carico masticatorio con protesi fissa avviene dopo otto settimane. In alcuni casi, ma non in tutti, è possibile anche un carico immediato degli impianti, per poter fare ciò occorre però il rispetto di alcuni fondamentali criteri:

  • la presenza di una certa quantità di osso,
  • la stabilità primaria degli impianti una volta inseriti,
  • un buon supporto parodontale (gengivale),
  • l’assenza di bruxismo (digrignamento dentale) o grave malocclusione,
  • la presenza di un buon bilanciamento occlusale (corretto piano occlusale masticatorio).

Occorre chiaramente anche una seria valutazione dello specialista, che dovrà considerare con opportuni esami e strumenti la coesistenza di tutti questi fattori; altrimenti la scelta cadrà su una tecnica “tradizionale” (di tipo “sommerso” o “non sommerso”), ovvero con impianti che necessitano di un tempo di attesa .
Gli impianti hanno una vita pressoché illimitata (gli studi più lunghi hanno 25 anni), se viene effettuata una quotidiana manutenzione.

Criteri di successo degli impianti

  • Assenza di dolore persistente riferito al sito dell’impianto
  • Assenza di infezione ricorrente
  • Assenza di mobilità dell’impianto
  • Assenza di radiotrasparenza attorno all’impianto

Va anche detto che il fumo, il diabete non compensato ed alcuni farmaci possono compromettere sia l’osteointegrazione sia la durata degli impianti.